Alimentazione: quanti sono davvero intolleranti o allergici?

In Italia sono in continuo aumento le persone che si credono affette da una qualche allergia o intolleranza alimentare. Secondo quanto dichiarato dalla Federazione degli ordini dei medici, il problema parrebbe però altamente sopravvalutato.

alimentazione

Durante un convegno su alimentazione e stili di vita tenutosi a Expo 2015 è stato presentato un documento, condiviso con le principali associazioni di allergologia, in cui si mettevano a confronto i numeri dei veri allergici con quelli dei presunti tali e lo scarto è risultato notevole. Se il 20% della popolazione italiana è infatti convinta di soffrire di una forma di allergia o intolleranza alimentare, la percentuale degli allergici/intolleranti non supera il 4,5% negli adulti e il 10% nei bambini.

Il motivo di questo scarto non è ancora del tutto chiaro; secondo quanto dichiarato dai medici sono però aumentate tantissimo le richieste di test allergologici da parte delle persone che di fronte ai tipici sintomi dell’allergia alimentare (mal di pancia, diarrea, mal di testa, gonfiore addominale, eczemi o irritazioni cutanee) si credono automaticamente allergiche.
Molte volte, peraltro, queste persone ricorrono a metodologie diagnostiche non validate e scientificamente errate, che rischiano di individuare molte più allergie di quelle effettive. Oltre a motivare l’adozione di diete non salutari, il fatto che questi test attribuiscano a “false” allergie alimentari determinati sintomi impedisce di andare a fondo nella diagnosi e di individuare il reale motivo dei disturbi.

Ma cosa fare per evitare false diagnosi?
1. Se si ha il dubbio di soffrire di un’intolleranza alimentare o di una allergia è necessario chiedere consiglio al proprio medico ed effettuare un test validato. Attualmente sono almeno 13 i test per le intolleranze alimentari privi di validità ma estremamente diffusi. Tra questi il dria test, che prevede la somministrazione di alcune gocce di allergene per via sublinguale e la misurazione della forza muscolare del paziente con un ergometro e la cosiddetta kinesiologia applicata, in cui il paziente deve tenere con una mano una bottiglia contenente l’alimento di cui si sospetta l’allergia e con l’altra spingere la mano dell’esaminatore che ha il compito di valutare la forza muscolare.
I test validi per la diagnosi di allergie e intolleranze (o comunque quelli riconosciuti dalla comunità scientifica) sono invece quelli cutanei, il test rast, che consiste in un esame del sangue, e il test di scatenamento orale.

2. Ancora prima di recarsi dal medico è però necessario avere chiara la differenza tra intolleranza e allergia alimentare. Riassumendo brevemente, la differenza fondamentale sta nel fatto che l’allergia è una reazione del sistema immunitario mediata da alcune immunoglobuline della classe igE, mentre l’intolleranza è una reazione dell’organismo che dipende dalla carenza di un enzima capace di digerire un determinato alimento (chi è intollerante al lattosio, ad esempio, è affetto da un deficit della lattasi).

Ecco le principali differenze tra intolleranza alimentare e allergia:

INTOLLERANZA ALIMENTARE ALLERGIA
REAZIONE Tardiva (48-72 ore) Immediata (2-24 ore)
SINTOMI Aspecifici (blandi, ma persistenti) Gravi (dalle reazioni cutanee allo shock anafilattico)
DIAGNOSI Test intolleranze alimentari – Generico Diagnosi IgE tot e specifiche
RIMEDIO Protocollo alimentare specifico per tentare il recupero dell’intolleranza Eliminazione totale dell’alimento interessato dalla dieta

Se dopo un test risulterà che siete effettivamente allergici o intolleranti allora potere rivolgervi ad un nutrizionista per una dieta equilibrata e, in caso dell’intolleranza, per un recupero controllato del disturbo.
Se invece non siete né intolleranti né allergici rivolgetevi al vostro medico di base per approfondire la ragione dei sintomi che vi hanno spinto ad effettuare il test e continuate a mantenere una sana alimentazione ricca di frutta e verdura di stagione, di cereali integrali e proteine vegetali e povera di grassi saturi, sale e bevande alcoliche.
E per chi è in cerca di qualche consiglio, ecco una sezione del blog dedicata a voi: ALIMENTAZIONE ANTITUMORALE.

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