Cirrosi epatica e tumore al fegato. Ecco cosa c’è da sapere

La cirrosi epatica è una delle cause principali del carcinoma epatocellulare, la forma più frequente di tumore al fegato che avete imparato a conoscere anche per l’attività di Fondazione CMT. La nostra onlus per la ricerca scientifica è infatti impegnata nel rendere questa malattia sempre più curabile. Oltre ad occuparsi di termoablazione, la tecnica mini-invasiva che consente di bruciare i tumori di piccole dimensioni in regime ambulatoriale e con sola anestesia locale, CMT porta avanti progetti di ricerca scientifica proprio riguardanti questa forma di tumore al fegato.

Il carcinoma epatocellulare è l’ottavo carcinoma più comune al mondo per le donne, e il quinto per gli uomini. In Italia colpisce mediamente 11 persone su 100.000. Anche se la ricerca ha fatto numerosi passi avanti, questa resta una malattia molto pericolosa, soprattutto perché la sua diagnosi risulta particolarmente difficile: nelle prime fasi è asintomatica e non dà segnali precisi e riconoscibili. C’è però una buona notizia: la prevenzione e l’adozione di uno stile di vita sano possono sensibilmente contribuire a prevenire questa malattia o, almeno, a controllarne le principali cause. Ricordatevi quindi di mantenere un’alimentazione antitumorale, di non fumare, limitare l’alcol e di fare attività fisica regolarmente.

cirrosi epatica e tumore al fegato
La cirrosi epatica
Come abbiamo già accennato, una delle cause principali del carcinoma epatocellulare è la cirrosi epatica. La cirrosi epatica è una condizione cronica per cui il fegato si deteriora lentamente e non riesce a svolgere con regolarità le proprie funzioni. In particolare, questa malattia impedisce al fegato di:

  • trasformare il cibo in sostanze nutrenti ed energia;
  • purificare le sostanze dannose che introduciamo nell’organismo;
  • metabolizzare i farmaci;
  • produrre la bile (che tra le altre cose serve a digerire i grassi);
  • immagazzinare zuccheri, minerali e vitamine.

Un fegato in salute ha la capacità di rigenerare le proprie cellule nel momento del bisogno, ovvero quando queste vengono per qualche motivo danneggiate. La cirrosi epatica impedisce invece al fegato questo processo.

Cause della cirrosi epatica
Quando si pensa alla cirrosi epatica, la prima cosa che viene in mente è l’abuso di alcol. In effetti, questa è la prima causa della malattia e circa il 20% degli alcolisti sviluppa cirrosi. Il fegato trasforma l’alcol in sostanze chimiche tossiche che possono con il tempo (si parla di circa 10-15 anni) scatenare l’infiammazione che causa cirrosi epatica.
Esistono comunque altre cause che possono scatenare la malattia. Ecco le principali:

  • epatite C: circa il 25% delle persone con epatite C può sviluppare cirrosi;
  • epatte B e D: causano cirrosi meno frequentemente (ci possono volere anche 20 anni per lo sviluppo di questa malattia cronica), ma il processo è accelerato se associato ad un abuso di alcol;
  • steatoepatite non alcolica: si tratta di un eccesso di grasso nel fegato causato da diabete, malnutrizione, coronaropatie o obesità;
  • patologie dei dotti biliari;
  • malattie ereditarie come fibrosi cistica, epatite autoimmune, malattia di Wilson o emocromatosi.

Sintomi e conseguenze della cirrosi epatica
Chi soffre di cirrosi epatica non avverte alcun sintomo nelle fasi iniziali della malattia. Nel tempo però, si verificano questi sintomi:

  • dolore addominale e gonfiore
  • stanchezza
  • debolezza
  • vomito
  • nausea
  • prurito
  • perdita di appetito
  • perdita di peso
  • ittero

Il progredire della cirrosi epatica può avere però esiti ben più pericolosi. Oltre all’accumulo di liquidi nell’addome e nelle gambe, all’ingrossamento della milza, e alla accumulo di sostanze tossiche nel cervello, questa malattia è una delle cause principali del carcinoma epatocellulare.

Trattamento della cirrosi epatica
Il trattamento della cirrosi epatica varia a seconda della causa scatenante, ma l’obiettivo resta quello di rallentare la progressione della malattia. Nelle fasi iniziali, sempre a seconda della causa, si cerca di curare l’alcolismo, di far perdere peso al paziente o si somministrano farmaci per il trattamento dell’epatite o di altre malattie legate alla cirrosi.
Quando purtroppo la malattia dà esito a carcinoma epatocellulare la situazione si complica e il trattamento dipende dalla natura del tumore.
Capire la natura del tumore è fondamentale per poterlo trattare correttamente: per questo Fondazione CMT sta concentrando gran parte delle proprie energie sulla redazione di una nuova classificazione del carcinoma epatocellulare.
Attualmente esistono numerose classificazioni di questa diffusa forma di tumore al fegato; sfortunatamente, nessuna di queste prevede con sufficiente precisione quale sarà l’esito della malattia. Capirlo potrebbe permettere di individuare, già al momento della diagnosi, come curare nel modo corretto e nella massima rapidità ogni singolo tumore, garantendo ai pazienti maggiori possibilità di sopravvivenza.
Cliccando qui potrete trovare tutte le informazioni su questo progetto, e ricordatevi che potete aiutarci, anche con una piccola donazione, a rendere il tumore al fegato una malattia sempre più curabile (ecco come fare).

Prevenire la cirrosi epatica, e quindi l’insorgenza di un carcinoma epatocellulare, è possibile. Per farlo è importante avere uno stile di vita sano:

  • seguite una sana alimentazione antitumorale
  • mantenete il peso-forma
  • limitate il consumo di alcolici
  • riducete il rischio di contrarre epatite B o C (attraverso rapporti sessuali protetti e, in caso, di vaccinazioni).

E non dimenticate di continuare a seguirci sia sul sito di Fondazione CMT, che sul nostro Blog. Per voi, ogni settimana, tanti consigli e aggiornamenti. Il cancro si sconfigge anche attraverso l’informazione.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *