Carni rosse e amianto: fattori di rischio per la comparsa dei tumori

Per alcune forme tumorali la predisposizione genetica gioca un ruolo fondamentale. Per altre invece, i fattori di rischio principali sono legati ad uno scorretto stile di vita e ad elementi esterni come l’inquinamento o altre sostanze tossiche.
In questo articolo ci occuperemo di analizzare proprio 2 fattori di rischio per la comparsa dei tumori, che non hanno nulla a che vedere con la genetica: il consumo di carni rosse e l’esposizione all’amianto.

Fattori di rischio
Carni rosse e tumori
Lo stile alimentare è tra gli elementi principali a cui prestare attenzione per poter avere uno stile di vita sano: secondo uno studio del 2013, infatti, circa 11,3 milioni di decessi in tutto il mondo sono legati ad una scorretta alimentazione.
Se frutta, verdura, cereali non raffinati e proteine di origine animale sono considerati alimenti indispensabili nella dieta di ognuno di noi, la questione si complica quando andiamo ad analizzare l’effetto sul nostro organismo delle carni rosse (tutte le carni di mammiferi come maiale, vitello, agnello, cavallo, capra) e di quelle lavorate (carni sottoposte a fermentazione, stagionatura, salatura o affumicatura come wurstel, salsicce, insaccati o carni in scatola).
L’elemento negativo della carne rossa è il contenuto di grassi, che varia a seconda della specie animale, del sesso, della razza e dei mangimi impiegati. Per quanto riguarda invece la carne insaccata, ad essere pericoloso è proprio il tipi di lavorazione: l’affumicatura, ad esempio, può originare elementi chimici cancerogeni come gli idrocarburi policiclici (IPA) o i composti N-nitrosi (NOC). La cottura della carne poi, se da un lato ne migliora la digeribilità e il sapore, dall’altro può produrre sostanze cancerogene.
Per queste ed altre ragioni la carne rossa è definita “probabilmente cancerogena”, mentre le carni lavorate sono “cancerogene”. L’associazione tra carne e cancro riguarda soprattutto il tumore del colon-retto. In particolare, gli esperti hanno rilevato che chi consuma ogni giorno 50gr di carni lavorate ha il 18% di possibilità in più di contrarre il tumore del colon-retto, percentuale che scende al 17% per chi consuma quotidianamente 100gr di carne rossa.

 

Amianto e tumori
L’amianto è stato bandito nel 1992; tuttavia, il largo uso di questo materiale da parte del nostro Paese (parliamo di 3,5 milioni di tonnellate prodotte o importate) ha reso il monitoraggio delle persone esposte a questo materiale una questione di enorme importanza e attualità.
È infatti noto ormai da tempo che le patologie correlate all’esposizione di questo materiale sono caratterizzate da un periodo di latenza molto lungo. In particolare, il mesotelioma maligno, la forma tumorale che origina dal mesoltelio, la membrana che riveste i polmoni, e che è causato proprio dall’esposizione all’amianto, può in alcuni casi presentarsi anche dopo 40 anni.
Secondo recenti calcoli, in Europa sono attesi nei prossimi 15 anni oltre 200.000 casi di mesotelioma maligno; in Italia questo numero non è ancora specificato, ma la presenza di oltre 30.000 siti inquinati fanno pensare che questa malattia non sarà da sottovalutare nel prossimo periodo.
Tra il 1992 e il 2008 comunque, il Registro nazionale dei mesoteliomi (ReNaM) ha segnalato quasi 16.000 casi di mesotelioma maligno; l’età media della diagnosi si aggira intorno ai 69 anni e circa il 72% dei pazienti è di sesso maschile.
Ciò che preoccupa di più di questi risultati riguarda soprattutto il settore occupazionale di appartenenza degli ammalati. Se tradizionalmente i settori “pericolosi” per l’esposizione all’amianto erano considerati quelli che comprendevano cantieri navali, riparazione delle carrozze ferroviarie, industria del cemento e dell’amianto, queste recenti ricerche hanno dimostrato che anche chi ha lavorato nell’industria alimentare, nell’agricoltura e nell’allevamento, nella ristorazione e nell’industria manifatturiera è stato talvolta esposto all’amianto.
L’esposizione alle fibre di amianto avviene solitamente per inalazione o ingestione (anche bere acqua contaminata è molto pericoloso). Le fibre sono talmente dannose che alcuni familiari di persone a contatto con l’amianto per motivi lavorativi si sono ammalate attraverso il contatto con i vestiti o i capelli “contaminati” dei loro cari.

Tradizionalmente, il tumore strettamente correlato all’amianto era considerato il mesotelioma maligno; oggi questa rimane sicuramente la malattia più vicina all’esposizione a questo materiale, ma recenti ricerche hanno dimostrato che anche in caso di tumore del polmone, della laringe e dell’ovaio, una delle possibili cause è proprio l’amianto.

 

Nella prevenzione dei tumori, sia che si tratti di fattori di rischio modificabili, come quelli di cui abbiamo parlato, sia che si tratti di fattori di rischio non modificabili, legati ad età, sesso e genetica, è di fondamentale importanza tenersi informati e valutare tutti gli strumenti che abbiamo a disposizione per scongiurare l’insorgenza della malattia. Continuate a seguirci su:
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