Termoablazione: la tecnica del Dott. Rossi compie 25 anni

Esattamente 25 anni fa, il Dott. Sandro Rossi pubblicava sull’American Journal of Clinical Oncology il primo lavoro veramente significativo sulla termoablazione. Questo stesso articolo è stato poi utilizzato dalla prestigiosa rivista scientifica per festeggiare il proprio centenario. Quello di Rossi è infatti considerato a livello internazionale uno dei più importanti lavori della letteratura radiologica di sempre.

 
Il Dott. Rossi, oggi anche presidente di Fondazione CMT, è stato il primo medico al mondo ad applicare la termoablazione all’essere umano. Da una geniale intuizione ha capito che i tumori che colpiscono gli organi parenchimatosi (e in particolare il tumore al fegato) possono in alcuni casi essere letteralmente bruciati grazie all’ausilio dell’energia elettromagnetica.
La termoablazione consente infatti di raggiungere ed eliminare, per via percutanea, tumori di piccole dimensioni e agli stadi iniziali. L’attività del Dott. Rossi si è concentrata sul carcinoma epatocellulare, ma oggi si stanno cominciando a studiare gli effetti di questa tecnica anche su altri organi come stomaco o polmoni.

 
Questa intuizione, sviluppata poi sia dal punto di vista medico-scientifico sia da quello strettamente ingegneristico, ha raggiunto ogni angolo della terra contribuendo a salvare la vita di migliaia di persone. Dopo i primi studi e i primi esperimenti su pazienti che non avevano altre possibilità di cura, il Dott. Rossi è stato invitato a centinaia di conferenze in tutto il mondo per testimoniare gli incredibili effetti di questa tecnica mini-invasiva. In pochi anni, l’affinamento della procedura e della relativa tecnologia hanno permesso alla termoablazione di entrare a pieno titolo nella pratica medica del trattamento del carcinoma epatocellulare.

 
Ciò che fa della termoablazione una delle migliori tecniche di sempre è il fatto di essere mini-invasiva. Nella cura dei tumori, ma ultimamente in ogni campo della medicina, l’obiettivo principale è quello di rendere le terapie sempre meno debilitanti e pericolose per i pazienti. Rispetto alla chirurgia tradizionale, un intervento di termoablazione è infatti molto meno rischioso ed è ripetibile in caso di necessità.

 
Lo studio di Rossi pubblicato 25 anni fa si dimostra quindi perfettamente in linea con gli obiettivi della più moderna medicina e il riconoscimento ottenuto dall’American Journal of Clinical Oncology ne è la dimostrazione.

 
In questo video, il Dott. Rossi esprime il proprio orgoglio per uno studio che, partendo dall’Italia ha raggiunto tutto il mondo contribuendo alla cura e al miglioramento della qualità di vita dei pazienti colpiti da carcinoma epatocellulare.

Per il miglioramento progressivo della termoablazione e delle conoscenze relative al tumore al fegato abbiamo però ancora bisogno del vostro aiuto. Il poco di molti può fare tanto.
Scoprite come contribuire alla ricerca per la lotta contro i tumori sul nostro sito e non dimenticate di seguirci sul blog.

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *