Sana alimentazione e pesce. 8 miti da sfatare

Ogni dieta equilibrata, che si basa su una sana alimentazione antitumorale, prevede il consuma di una varietà di alimenti, tra cui ovviamente il pesce. Se ormai è chiaro a tutti che cibi “cattivi” come fritti, grassi e zuccheri sono da evitare o per lo meno limitare, spesso si tende ad eccedere con i cosiddetti cibi “buoni”, come il pesce.

Anche se questo alimento gode di una fama indiscussa, spesso non si tengono in considerazione aspetti negativi come l’inquinamento dei mari o l’accumulo nei pesci di metalli pesanti.
Sfatiamo 8 miti che dovrebbero aiutarvi a continuare a mantenere una sana alimentazione antitumorale (che comprenda ovviamente il pesce), ma con qualche accortezza in più.

Sana Alimentazione e pesce

Ecco 8 miti da sfatare su sana alimentazione e pesce:

1. L’unico pesce fresco è quello locale
Questa affermazione è vera in parte, in quanto sui banchi italiani arrivano pesci da mezzo mondo, che necessariamente subiscono processi di congelamento.
L’unico modo per sapere se effettivamente si sta acquistando pesce fresco, è quello di controllare l’etichetta che deve riportare obbligatoriamente la provenienza di mari/oceani e il luogo dove il pesce è stato allevato, il tipo di nutrimento, che nei casi consentiti dalla legge può anche includere i solfiti, e lo stato del pesce prima di essere venduto. Può essere, appunto, congelato o decongelato. Non deve, inoltre mancare, il nome del pesce, e non quello scientifico, ma quello corrente perché sia comprensibile a tutti.

2. Mangiare molto pesce fa bene
Un sana alimentazione prevede il consumo di pesce 2-3 volte a settimana, scegliendo le specie che contengono maggiormente acidi grassi polinsaturi quali Omega 3 e Omega 6.
Prima però di acquistare salmone o sardine, bisogna tenere presente che alcune specie ormai sono a rischio, in quanto la pesca intensiva ha impoverito in modo massiccio la disponibilità. I pesci non hanno il tempo di crescere e riprodursi sufficientemente, neppure nei periodi di ferma.
La scelta del pesce deve quindi essere oculata, alternando anche altre fonti alternative di acidi grassi o specie ittiche che hanno un ciclo vitale di breve durata, come per esempio i crostacei, i mitili, e perché no, anche le meduse.

3. Il pesce crudo nel sushi è sicuro perché è fresco
Dovrebbe essere così, ma solo se la conservazione del pesce rispetta alcune regole fondamentali, che vanno assunte anche a casa. Qualsiasi pesce da consumare crudo deve essere sottoposto all’abbattimento con temperature a -18°. Nel caso del freezer di casa, il pesce deve essere sottoposto al congelamento per almeno 4 giorni. Il motivo è che solo così vengono neutralizzati i parassiti naturalmente presenti in questa “carne” di mare.
In particolare bisogna evitare il rischio d’ingerire il parassita anisakis che può portare anche a gravi conseguenze per la salute. Si tratta di una regola base di una sana alimentazione.

4. I nutrizionisti consigliano il salmone per la dieta
Il salmone è effettivamente un pesce ricco di Omega 3 e povero di calorie, ma non è certo il più magro in assoluto, anzi. Altri pesci con un alto valore nutrizionale, come le alici, le cozze, i calamari, hanno un apporto calorico che è più o meno la metà, se non più basso, rispetto al salmone.
Nel caso acquistiate il salmone, controllate ancora una volta l’etichetta per sapere se è selvatico (molto raro) o di allevamento.
Le carni rosa di questo pesce, quando è d’allevamento, sono frutto di un colorante, l’astaxantina sintetica, che viene aggiunto nel mangime. Inoltre, il noto contributo di Omega 3 che è presente nel salmone potrebbe essere più basso a causa dello stesso mangime, che alcune aziende hanno impoverito nel contenuto di grassi, sostituendoli con l’aggiunta di fonti vegetali.
I salmoni selvatici di solito provengono dal Canada, dove ormai si è deciso a proteggere la specie per una progressiva carenza di esemplari.

5. Tonno e pesce spada sono pesci di qualità superiore
Chi acquista il pesce sa che il tonno e il pesce spada hanno un costo maggiore rispetto ad altre specie ittiche. Si tratta di pesci di grandi dimensioni che hanno un ciclo di vita più lungo e quindi attraversano mari e oceani, prima di finire sul banco del pescivendolo.
Il costo è dovuto semplicemente al fatto che non hanno spine e possono essere comodamente cotti come una fettina di carne, ma non si tratta certo delle specie di pesce con le migliori proprietà.

6. Le vongole le cozze sono i pesci più inquinati
Il nutrimento di vongole e cozze, come è noto, avviene per filtraggio dell’acqua dove crescono. Questo fa presupporre che “assorbano” qualsiasi presenza di sostanze inquinanti, ma non è detto che sia così.
Il motivo sta nel fatto che proprio gli allevamenti di questi mitili non sfruttano in alcun modo la disponibilità ittica e non vengono nutriti con cibo artificiale (mangime).
Se le acque dove sono allevate risultano pulite e con sufficiente ricambio, sono invece da preferire ad altri pesci. Per una sana alimentazione nella fase di acquisto dei mitili la scelta deve cadere su quelle in rete, con etichetta che riporti tutte le informazioni, come sopra descritto, inclusa la scadenza.

7. Tra le sogliole non c’è distinzione neppure se il prezzo è diverso
Non è così, perché c’è il rischio che al cliente venga venduto un pesce per un altro, come accade quando non si riesce a riconoscere la specie al banco. Nel caso del pesce congelato in busta, invece, bisogna fare un atto di fiducia. La differenza di prezzo è solo un abuso e quindi una frode.

8. I pesci non hanno stagioni
Anche i pesci hanno una precisa stagionalità riferita al periodo di riproduzione e di crescita, per i quali si impone il fermo pesca. Per una sana alimentazione è necessario informarsi quando è il periodo giusto per acquistare determinate specie ittiche. L’estate, per esempio, è la stagione di alici, sarde, orate, spigole, gallinelle.

Continuate a seguirci su:
blog
sito

Share Button

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *