Sigaretta elettronica: è solo vapore?

Molte persone sono convinte che la sigaretta elettronica sia completamente innocua e non abbia conseguenze negative sulla salute. In realtà, alcuni recenti studi, hanno dimostrato che anche questa abitudine può essere dannosa e che, come ormai è noto da anni per il fumo di sigaretta, per mantenere uno stile di vita sano il consiglio può esser solo uno: smettere di fumare!

La prima pubblicazione ufficiale a mettere in luce la correlazione tra il fumo e il carcinoma polmonare è del 1964. Da allora, migliaia di studiosi hanno cercato di approfondire i danni delle sigarette sulla salute e questa conoscenza ha portato i governi di diversi Paesi ad attuare campagne anti-fumo per spingere la popolazione ad abbandonare questa cattiva abitudine.

In Italia, per esempio, una legge del 2003 ha proibito il fumo nei locali pubblici. La diminuzione dei casi di tumore al polmone, e in generale del numero di fumatori, rappresentano sicuramente un risultato positivo degli sforzi compiuti dalla sanità pubblica per sconfiggere il fumo di sigaretta. Tuttavia, nonostante gli evidenti e sempre più conosciuti danni alla salute provocati da questa pratica, quasi il 30% degli italiani dichiara di essere un fumatore abituale.

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Sigaretta e tumori
L’American Cancer Society ha rilevato che, nei Paesi industrializzati, il consumo di tabacco è responsabile ogni anno di circa il 30% delle morti. Applicando questa stima all’Italia, si può calcolare che oltre 180.000 decessi annui dovuti ai danni del fumo (malattie cardiovascolari, tumori e malattie dell’apparato circolatorio) sarebbero evitabili se ogni fumatore perdesse questo brutto vizio.

Il fumo di sigaretta infatti, non è responsabile esclusivamente del tumore del polmone e dei bronchi (si faccia comunque presente che nei fumatori il rischio di contrarre questa malattia aumenta di 20 volte rispetto ai non fumatori), ma anche di altri tumori. In, particolare, il consumo di tabacco ha un certa responsabilità anche per quanto riguarda l’insorgenza dei tumori di stomaco, esofago, colon-retto, fegato, e pancreas per l’apparato digerente; cavità nasali, nasofaringe, cavo orale, orofaringe, laringe e ipofaringe per la regione testa; ovaio, vescica e cervice uterina per l’apparato urogenitale.

Oltre a ciò, è ormai noto che il fumo di sigaretta non provoca ripercussioni solo sulla salute dei fumatori, ma anche su quella dei cosiddetti fumatori passivi. È per esempio accertato, che i bambini esposti al fumo dei genitori hanno maggiori possibilità di sviluppare epatoblastoma , la forma infantile di tumore del fegato più comune (clicca qui per saperne di più).

La sigaretta elettronica
La sigaretta elettronica, nota anche come e-cig, è nata in Cina nel 2003 per spingere i fumatori a limitare l’inalazione di nicotina contenuta nelle sigarette “tradizionali”.
In pochi anni questo prodotto è diventato particolarmente popolare, arrivando a conquistare il mercato italiano nel 2010. Dal momento che la sigaretta elettronica è stata introdotta solo recentemente, si sa ancora poco:

  • sulla reale diffusione
  • sulle conseguenze per la salute.

In merito al primo punto, una recente indagine condotta da DOXA nel 2013, ha registrato che sono circa 1,9 milioni gli italiani che fumano regolarmente la sigaretta elettronica e che, in oltre il 90% dei casi questa contiene comunque nicotina. Non ci sono dati relativi alla differenza di genere, ma è stato rilevato che sono prevalentemente i giovani a scegliere di fumare la sigaretta elettronica. Purtroppo, solo l’11% dei consumatori di sigaretta elettronica ha smesso di fumare il tabacco.

Per quanto riguarda le conseguenze sulla salute, un gruppo di ricercatori italiano ha analizzato gli effetti comportamentali e neurochimici del vapore assunto quando si fuma la sigaretta elettronica. I dati hanno evidenziato che il fumo di questo prodotto non è affatto innocuo e quanto anzi, crea forte dipendenza e in alcuni casi ansia.

Come abbiamo detto il fumo provoca centinaia di migliaia di morti ogni anno. L’introduzione sul mercato della sigaretta elettronica è stata vista  come un sostitutivo inoffensivo di questa cattiva abitudine. Anche la sigaretta elettronica contiene però nicotina, la quale svolge un’azione pro-tumorale favorendo quindi la formazione di diverse neoplasie.

Secondo i ricercatori le sostanze aggiunte al vapore della sigaretta elettronica non sono ancora note e codificate. Sarebbe necessario introdurre una serie di rigidi controlli e regole precise per rendere la sigaretta elettronica a tutti gli effetti un’alternativa sana (o pseudo tale) al fumo di sigaretta.

Indipendentemente dalle iniziative parlamentari che saranno prese, il nostro consiglio resta uno: SMETTETE DI FUMARE! Dopo 5 anni il rischio che insorga un tumore sarà ridotto di oltre il 50%. Non è forse un incentivo sufficiente?

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