Dati, numeri e consigli per il tumore al seno

L’indagine sistematica medico-scientifica sul carcinoma mammario iniziò negli Stati Uniti nel 1969 per concludersi all’inizio degli anni ’80, individuando nella mammografia l’esame più importate per la diagnosi precoce e per la prevenzione del un tumore al seno, che oggi è la prima causa di morte tra le donne dei paesi industrializzati.

dati numeri e consigli sul tumore al seno

Nel vecchio continente il programma “Europa contro il Cancro” fu avviato solo alla fine degli anni ’80 affiliandosi a programmi locali per lo screening della popolazione, unendo la sensibilizzazione sull’importanza dei controlli periodici specie dopo i 50 anni.
Oggi molti progressi sono stati fatti ma rimane comunque fondamentale la prevenzione e il monitoraggio attraverso visite radiologiche, chirurgiche, ginecologiche.

L’incidenza del tumore al seno in Europa nel 2015 è di 200 mila donne ogni anno, con una percentuale che varia dal 5% al 10% nei vari Stati membri.
L’Italia registra ogni anno circa 31 mila donne colpite da questo tumore con una tendenza all’aumento specie nelle regioni del Nord.
E’ stato calcolato che negli ultimi 6 anni si sono ammalate con più frequenza le donne al di sotto dei 45 anni, che sono un range di età non incluso nelle campagne di screening, mentre è aumentato del 13,8% per le ultra cinquantenni.
In entrambi i casi la familiarità è un fatto comune e un indice di rischio.

Secondo l’Associazione italiana di oncologia medica, in Italia il numero di donne che si sono ammalate di tumore al seno nel 1970 è stato di 48.200 per passare al 2010 quando sono salite a 490.000.
Si tratta di un aumento inquietante a fronte però di un’aumentata aspettativa di vita grazie alle cure e agli esami diagnostici.
Schematizziamo a seconda dell’età gli esami di screening di prevenzione per il tumore al seno:

  • al di sotto dei 40 anni: ecografia associata alla visita senologica
  • tra i 50 e i 69 anni: mammografia e visita senologica

La mammografia deve essere eseguita ogni 2 anni e, solo in casi particolari, è possibile fare una risonanza magnetica.

Per chi invece è soggetta a ereditarietà c’è un test genetico (il BRCA1 o 2) che, se risultasse positivo, richiederebbe un monitoraggio della paziente con ecografie a cadenza semestrale e una risonanza magnetica all’anno, anche se si tratta di donne al di sotto dei 40 anni.
Tra gli esami più all’avanguardia c’è anche la tomografia a emissione di positroni pensata proprio per la struttura del seno e il liquido nei dotti galattofori (che sono quelli attivi durante l’allattamento). Il liquido viene raccolto e analizzato per individuare eventuali cellule tumorali al microscopio. E’ su questi nuovi esami che punta la diagnosi precoce.

Grazie a questi esami a cominciare dall’auto palpazione del seno (tra l’8° e il 14° giorno del ciclo) che ogni donna dovrebbe eseguire almeno una volta al mese dopo i 20 anni, la sopravvivenza per il tumore al seno trascorsi 5 anni dalla diagnosi è arrivata all’87%, mentre 25 anni fa si attesta al 81%.
La mortalità invece è più alta tra le donne più giovani (29%), le donne mature (23%) e quelle anziane (16%).

La prevenzione del tumore al seno passa non solo per le visite e i controlli, ma anche per lo stile di vita sano che comprende un’alimentazione antitumorale e sana, attività fisica regolare anche leggera, l’evitare il fumo e l’alcool.
Ogni anno presso le Asl viene indetto il mese della prevenzione (di solito a ottobre), durante il quale si possono eseguire gratuitamente visite senologiche, pap test e mammografia.

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