Tumore al seno: ottobre è il mese della prevenzione

Fondazione CMT è una onlus per la ricerca scientifica che si occupa, in particolare, di elaborare una nuova classificazione per il carcinoma epatocellullare. La maggior parte delle nostre attività è quindi incentrata sul tumore al fegato, sia dal punto di vista della cura che da quello della prevenzione attraverso uno stile di vita antitumorale. Questo mese, però, vogliamo parlarvi del tumore al seno, una patologia che purtroppo in Italia colpisce ogni anno circa 48.000 donne. Stile di vita sano e buone abitudini sono infatti regole di vita corrette anche per la prevenzione di questa malattia.

Cancro al seno

 

Ottobre è il mese dedicato alla prevenzione e alla sensibilizzazione nei confronti del tumore al seno. Cerchiamo di capire meglio questa patologia attraverso 5 domande e risposte:
1) Cosa è il tumore al seno?
Il tumore al seno è la neoplasia più diffusa nel sesso femminile (1 donna su 9 ne soffre durante il corso della vita) e la sua incidenza è in continuo aumento. La forma benigna è quella più frequente e non si evolve quasi mai in una forma pericolosa per la salute; si manifesta attraverso noduli che rimangono nel tessuto mammario e che vengono asportati solo in rari casi. La forma maligna, definita carcinoma, può invece in alcuni casi dar luogo a metastasi; le sue cellule entrano nel sangue e si diffondono nell’organismo.

2) Come ci si accorge di avere un tumore al seno?
Il campanello d’allarme più frequente per il tumore al seno è la presenza di un nodulo, che solitamente non provoca dolore. Per individuarlo è consigliato a tutte le donne di tenere periodicamente controllato il proprio seno attraverso due fasi, una di osservazione e una di auto-palpazione:
Osservazione: è necessario mettersi davanti allo specchio e guardarsi, di fronte e di profilo, prima tenendo le braccia distese e poi mettendo le mani sui fianchi. In questo modo è possibile verificare eventuali arrossamenti, rigonfiamenti, ispessimenti della cute, vene in rilievo e perdite di sangue o liquidi dal capezzolo;
Auto-palpazione: si consiglia di alzare il braccio nel lato del corpo in cui si trova il seno da esaminare e con i polpastrelli dell’altra mano effettuare movimenti circolari dall’esterno verso il capezzolo per controllare se sono presenti noduli.
È importantesapere che la malattia non sempre si manifesta attraverso segni evidenti e quindi è necessario sottoporsi a controlli periodici.

3) Che controlli bisogna fare?
Donne sotto i 35 anni: il tumore al seno ha una bassa incidenza nelle donne giovani. Pertanto, in assenza di una riconosciuta familiarità, alle donne dotto i 35 anni non si consigliano esami particolari, solo periodici controlli senologici.
Donne sotto i 40 anni: Fra i 35 e i 40 anni si consiglia, oltre alla visita senologica, di effettuare un’ecografia annuale.
Donne tra i 40 e i 50 anni: In questa fascia d’età si consiglia di effettuare visita senologica ed ecografia una volta l’anno; la cadenza per effettuare la mammografia viene solitamente indicata dal medico.
Donne sopra i 50 anni: il programma di screening nazionale prevede che le donne sopra i 50 anni effettuino annualmente la visita senologica e ogni due anni la mammografia.
In caso di noduli sospetti viene fatta una biopsia per valutare la natura del nodulo.

4) Chi è più a rischio?
Il primo fattore di rischio è l’età; il 75% dei casi di tumore al seno colpisce infatti le donne sopra i 50 anni. A questo dato segue quello della familiarità: il 5-7% delle donne che sviluppano un tumore al seno ha parenti che hanno avuto la stessa patologia. Solitamente questo dipende dalla variazione di due geni, chiamati BRCA1 e BRCA2 (leggete il nostro articolo per approfondire il tema della familiarità).

4) Come si cura il tumore al seno?
La cura del tumore al seno dipende chiaramente dalla natura del tumore stesso. Molto spesso le donne con questa patologia subiscono un intervento chirurgico per rimuovere il tessuto malato. Nei casi in cui la malattia lo consente, si privilegiano interventi di chirurgia conservativa in cui è possibile salvare il seno rimuovendo solo il tessuto malato. A questa operazione segue solitamente un ciclo di radioterapia per evitare il rischio di recidiva.
In casi più gravi è necessario asportare porzioni più ampie del seno e talvolta il seno deve essere asportato del tutto. Il capezzolo è salvabile nella quasi totalità dei casi. Anche dopo questi interventi possono seguire cicli radioterapici o chemioterapici.

 

Una diagnosi di cancro, compreso quello al seno, spaventa sempre tantissimo. È stato però dimostrato che in questi casi c’è il 97% di possibilità di guarigione se la diagnosi è precoce.

Non rimandate il tempo dedicato alla vostra salute, vi potrebbe salvare la vita, e approfittate delle iniziative dedicate alla prevenzione e alla sensibilizzazione del tumore al seno promosse a ottobre in tantissime città!

E per avere consigli su uno stile di vita sano e una corretta alimentazione antitumorale continuate a seguirci su:
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