Tumore del fegato: cause, sintomi, diagnosi e cura

Il fegato è uno degli organi più importanti e complessi del nostro corpo e dovremmo imparare a prendercene cura attraverso uno stile di vita sano e una corretta alimentazione antitumorale.
Si trova nel lato destro dell’addome ed è diviso in due lobi: uno più grande, il destro, e uno più piccolo, il sinistro. Svolge due funzioni fondamentali per mantenere il buon funzionamento dell’intero organismo:

  1. rimuove le sostanze tossiche trasportate dal sangue;
  2. produce la bile e gli enzimi necessari a completare il processo digestivo

Doctor with stethoscope and liver on the hands in a hospital. High resolution.

Cause e sintomi del tumore del fegato
Il più comune tumore del fegato si chiama Carcinoma Epatocellulare e si sviluppa solitamente dalle sue stesse cellule: gli epatociti. Le cause principali sono l’epatite B e C, due patologie che, se trascurate, possono dar luogo a malattie croniche come la cirrosi epatica.
Il tumore al fegato è uno dei tumori più diffusi al mondo e, purtroppo, è molto pericoloso. Accorgersi dei sintomi agli stadi iniziali è infatti molto difficile e spesso la diagnosi avviene quando la malattia ha già raggiunto uno stadio avanzato.
Man mano che il tumore del fegato si diffonde si possono però notare alcuni sintomi ricorrenti:

  • dolore alla parte alta dell’addome;
  • dolore alla schiena e alle spalle;
  • pancia ingrossata;
  • vomito;
  • sensazione di sazietà;
  • stanchezza diffusa;
  • colore scuro delle urine;
  • febbre;
  • ittero.

In presenza di questi sintomi è importante rivolgersi immediatamente al proprio medico per un esame approfondito. Come per tante altre malattie, anche in caso di tumore al fegato una diagnosi precoce può essere fondamentale.

Diagnosi
Dal momento che nel 90% dei casi il tumore al fegato è causato dalla cirrosi epatica, chi sa di essere affetto da questa malattia o da epatite B e C dovrebbe condurre uno stile di vita sano e tenere costantemente monitorata la propria salute. In generale i metodi di diagnosi per verificare lo stato di questo organo sono:

  • Esame obiettivo. Si tratta della visita del medico, che palpa l’addome del paziente per valutare le dimensioni del fegato e degli organi vicini e per verificare l’eventuale presenza di liquido in eccesso nel ventre. Questo metodo di diagnosi permette di identificare soltanto i tumori al fegato in stadio avanzato.
  • Esami del sangue. Attraverso le analisi del sangue possono emergere alcuni valori che indicano una eventuale malattia del fegato. I principali parametri da considerare sono transaminasi, bilirubina e alfa-fetoproteina.
  • TC (tomografia computerizzata). Si tratta di un esame radiologico che permette di esaminare la riproduzione per immagini del fegato e di tutti gli altri organi addominali.
  • Ecografia. Anche con l’ecografia ad ultrasuoni la diagnosi di tumore al fegato avviene attraverso l’analisi delle immagini. L’eventuale presenza di masse tumorali viene rilevata grazie alla diversa colorazione con cui appaiono i tessuti sani e quelli malati.
  • Angiografia epatica. È un metodo diagnostico che prevede l’iniezione di un mezzo di contrasto nell’arteria epatica. Permette quindi di analizzare lo stato dei vasi sanguigni che irrorano il fegato e l’eventuale presenza al loro interno di tumori.
  • Biopsia. Si tratta dell’esame istologico del tessuto epatico, che viene analizzato dopo il prelievo di un piccolo campione.

Cura
Il tumore al fegato può presentarsi in forme tra loro molto diverse. Al mondo esistono infatti almeno 12 classificazioni solo per il carcinoma epatocellulare, ma nessuna può prevedere che sviluppo avrà la malattia. Partendo da questo limite, uno dei progetti di ricerca scientifica in cui è impegnata Fondazione CMT ha l’obiettivo di stabilire quali sono i differenti modelli di crescita del tumore al fegato per capire, fin dalla diagnosi, quale sia il metodo di cura più efficiente per ogni tipo di tumore.
A seconda della tipologia, si può dunque intervenire sul tumore al fegato attraverso vari trattamenti. I principali sono:

  1. Termoablazione. È una tecnica mini-invasiva utilizzata per la prima volta sull’essere umano dal Dott. Sandro Rossi. Grazie ad una guida ecografica viene inserito nel paziente un ago che brucia letteralmente Il tessuto malato senza danneggiare in alcun modo quello sano. Talvolta questo trattamento può essere associato alla chirurgia.
  2. Chirurgia resettiva. Prevede l’asportazione del nodulo tumorale presente nel fegato o di un’intera porzione di fegato.
  3. Criochirurgia o micro-onde. Le cellule tumorali vengono distrutte dal freddo generato da una sonda in metallo o da un ago che rilascia micro-onde, entrambi inseriti nel paziente per via endoscopica.
  4. Chemioterapia. Consiste nell’infusione di farmaci nel paziente attraverso un catetere che permette loro di raggiungere direttamente il fegato limitando gli effetti collaterali causati dai trattamenti radioterapici.
  5. Trapianto. Può essere effettuato solo quando la malattia non è molto estesa e, chiaramente, in presenza di organi disponibili.

Questi metodi di cura sono quasi sempre alternativi e dipendono dallo stadio, dalla posizione e dalla tipologia del tumore. I fattori da considerare sono così tanti che ci risulta impossibile dare consigli generici. Ovviamente ricordiamo di mantenere uno stile di vita sano e una corretta alimentazione tumorale: la prevenzione è il metodo più efficace per salvaguardare la propria salute.
In generale consigliamo alle persone a cui è stato diagnosticato un tumore al fegato di scegliere un centro di cura che effettui sia trattamenti tradizionali che trattamenti mini-invasivi come la termoablazione. In questo modo sarete certi di poter valutare tutte le opzioni disponibili per intervenire sul vostro caso nel modo più corretto.
E ricordatevi di donare alla ricerca contro il cancro: il progresso medico è l’unico modo per sconfiggere la malattia.

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