Tumori più frequenti. Una scheda per conoscerne tipologie, evoluzione e sintomi.

Ogni anno in Italia vengono diagnosticati circa 360.000 tumori, il 54% colpisce gli uomini e il 46% colpisce invece le donne. Considerando l’intera popolazione, ed escludendo i carcinomi che riguardano la pelle, quelli più frequenti sono quello il tumore della mammella (14%), il tumore del colon retto (13%), il tumore del polmone (11%) e il tumore della prostata (11%).

Di seguito una piccola scheda dei tumori più frequenti, per scoprirne alcune caratteristiche.

  1. Tumore della mammella
    Cos’è. Il tumore al seno è una malattia potenzialmente grave che si sviluppa a partire dalle cellule della mammella e che, talvolta, si diffonde in aree più o meno circostanti del corpo. Colpisce principalmente le donne, ma può capitare che anche gli uomini ne siano soggetti. La maggior parte dei noduli al seno non è cancerosa, ma benigna. In presenza di un nodulo è comunque buona norma recarsi da uno specialista per verificarne la natura.
    Tipologie. Esistono due tipi di cancro al seno: il cancro in forma invasiva (definito neoplasia) e il cancro in forma non invasiva (definito carcinoma). Entrambe queste forme di cancro al seno sono a loro volta suddivise in altre tipologie.
    Evoluzione. Il tumore al seno è classificato in 5 stadi:
    – Stadio 0 (carcinoma in situ): si tratta di una forme precancerosa piuttosto che di un vero e proprio tumore. È un campanello d’allarme per l’eventuale successiva formazione di una lesione maligna.
    – Stadio I: è un carcinoma in fase iniziale; misura meno di 2 cm di diametro e non coinvolge i linfonodi.
    – Stadio II: come il carcinoma in fase I misura meno di 2 cm, ma ha già coinvolto i linfonodi.
    – Stadio III: si tratta di un tumore avanzato a livello locale. Le dimensioni possono variare, ma i linfonodi sotto l’ascella o i tessuti vicino al seno sono già stati coinvolti.
     Stadio IV: è un cancro in metastasi che ha coinvolto altri organi oltre al seno.
    Sintomi. Le forme iniziali di cancro al seno non provocano dolore. Anche solo attraverso l’autopalpazione è però possibile rintracciare i primi segni evidenti della presenza di un nodulo. È importante segnalare al proprio medico eventuali alterazioni o perdite dal capezzolo e alterazioni evidenti della forma del seno.
  2. Tumore del colon-retto
    Cos’è.
    L’intestino è l’organo del nostro corpo che ha il compito di assorbire le sostanza nutritive che provengono dall’alimentazione. È lungo circa 7 metri ed è diviso in intestino tenue ed intestino crasso. Quest’ultima parte è formata dal colon, dal sigma e dal retto.
    Il tumore del colon-retto è dovuto alla proliferazione delle cellule della mucosa che riveste questo organo ed è da considerarsi tra i tumori più frequenti.
    Tipologie. La maggior parte dei tumori del colon-retto ha origine dalla trasformazione maligna dei polipi, piccole escrescenze della mucosa intestinale. Non tutti i polipi però sono a rischio malignità e la loro trasformazione in tumore dipende anche dalle dimensioni. La probabilità è:
    – minima (2%) per dimensioni sotto 1,5 cm;
    – intermedia (2-10%) per dimensioni di 1,5-2,5 cm;
    – significativa (10%) per dimensioni maggiori di 2,5 cm.
    Una volta trasformatosi in tessuto canceroso la mucosa intestinale presenta caratteristiche diverse e, in base a queste caratteristiche, prende anche nomi diversi.
    Tutti i tumori del colon-retto possono manifestarsi a nodulo (polipo) oppure con ulcere della mucosa.
    Evoluzione. Diversamente da quanto accade con altri tipi di cancro, per il colon-retto esistono più forme di classificazione. Quella più usata si basa sulla dimensione, sul numero di linfonodi coinvolti e sulle metastasi (TNM).
    Sintomi. Solitamente i polipi non presentano alcun sintomo. Solo nel 5% dei casi causano piccole perdite di sangue che sono rilevabili grazie alla ricerca del sangue nelle feci.
    In qualche caso l’alternanza tra stitichezza e diarrea può essere un primo campanello d’allarme.
  3. Tumore del polmone
    Cos’è. Il tumore del polmone si sviluppa nelle cellule che costituiscono gli alveoli i bronchi e i bronchioli. A seconda del tessuto in cui si sviluppa può anche rappresentare la sede di metastasi derivanti da altri tipi di cancro.
    Tipologie. Esistono, dal punto di vista clinico, due tipologie principali di tumore: il tumore polmonare a piccole cellule e quello non a piccole cellule. Il primo origina dai bronchi, colpisce sopratutto i fumatori ed è generalmente più grave. Il secondo invece è a sua volta suddiviso in Carcinoma spinocellulare, Adenocarcinoma e Carcinoma a grandi cellule.
    Evoluzione. In base alla gravità crescente i tumori polmonari sono classificati secondo numeri progressivi da 1 a 4. Per attribuire uno specifico stadio viene utilizzato un sistema TNM che considera la dimensione del tumore primitivo, l’interessamento dei linfonodi e la presenza di metastasi.
    Sintomi. Il tumore che colpisce il polmone è in molti casi asintomatico, almeno nelle sue fasi iniziali. Per questo spesso viene diagnosticato grazie ad una serie di esami effettuati per altre ragioni. I sintomi più comuni comunque sono: tosse continua, raucedine, sangue nel catarro, respiro corto, dolore al petto. Quando le metastasi del tumore colpiscono organi vicini si possono presentare altri sintomi come mal di testa, ittero, vertigini, e noduli facilmente riconoscibili a livello cutaneo.
  4. Tumore della prostata
    Cos’è. La prostata è la ghiandola che negli uomini produce una parte del liquido seminale rilasciato durante l’eiaculazione. Può essere soggetta a tumore quando le cellule al suo interno crescono in maniera incontrollata.
    Tipologie. La maggior parte dei tumori prostatici ha origine dalle cellule della ghiandola e sono pertanto chiamati adenocarcinomi. Talvolta possono formarsi anche sarcomi, cioè carcinomi a piccole cellule e cellule di transizione.
    Dopo i cinquant’anni sono invece molto più comuni le patologie benigne che colpiscono la prostata e che spesso vengono scambiate per tumori. Una di queste patologie è l’iperplasia prostatica in cui la porzione centrale della prostata si ingrossa comprimendo l’uretra e causando problemi al passaggio dell’urina.
    Evoluzione. Dopo la biopsia viene assegnato al tumore il grado di Gleason, un numero compreso tra 1 e 5 che indica la somiglianza tra le cellule sane e le cellule tumorali. Più simili sono le cellule, minore è il grado di Gleason e quindi la possibilità che la malattia si sviluppi. Per stabilire invece lo stadio del tumore viene utilizzato il solito sistema TNM che valuta il coinvolgimento dei linfonodi ed eventuali metastasi.
    Una completa valutazione incrocia questi due parametri con il PSA (un enzima prodotto dalla prostata) per attribuire alla malattia tre diverse classi di rischio: basso, intermedio e alto.
    Sintomi. Inizialmente il tumore alla prostata è asintomatico; quando avanza dà invece origine a diversi sintomi: difficoltà di urinare, dolore quando si urina, sangue nell’urina o nello sperma, sensazione di non poter urinare in modo completo.

In questo elenco sui tumori più frequenti e le loro principali caratteristiche abbiamo volutamente omesso informazioni relative a cure e trattamenti. Ogni caso è diverso dall’altro e solo l’attenta valutazione da parte di un medico potrà determinare il metodo di cura migliore.
Consigliamo però a chi ha ricevuto una diagnosi preoccupante di rivolgersi ad un centro specializzato in diversi trattamenti, da quelli più tradizionali a quelli più recenti e meno invasivi come la termoablazione. Sarete così certi di avere a disposizione una panoramica completa di possibilità per intervenire al meglio sulla malattia.
Se siete interessati ad approfondire la tecnica della termoablazione visitate il sito della Fondazione CMT. Il Dott. Sandro Rossi, presidente della Fondazione, è il primo medico al mondo ad aver utilizzato questa tecnica sull’essere umano.

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